Il MEF dice no alla riapertura del termine per l’invio dei corrispettivi

Nessuna proroga al 30 settembre per l’invio dei corrispettivi telematici di luglio 2019. La richiesta di spostare il termine del 2 settembre, avanzata dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili all’inizio del mese di agosto, è stata infatti respinta dal Ministero dell’Economia, con una risposta che lo stesso CNDCEC, in un comunicato stampa diffuso ieri, ha definito “evasiva”.

Si ricorda che, ai sensi dell’art. 2 comma 6-ter del DLgs. 127/2015, i dati dei corrispettivi devono essere inviati entro 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione. In fase di prima applicazione della nuova disciplina, però, è stata disposta una moratoria delle sanzioni che consente ai soggetti interessati un più ampio termine per l’invio. Nello specifico, per i primi sei mesi di vigenza dell’obbligo, la trasmissione potrà avvenire entro la fine del mese successivo a quello di effettuazione.

Per ciò che riguarda il mese di luglio, dunque, i contribuenti che non avevano rispettato il termine ordinario hanno avuto tempo fino al 2 settembre (il termine naturale del 31 agosto cadeva di sabato). All’inizio del mese di agosto, il Presidente del CNDCEC, Massimo Miani, ha scritto al Presidente del Consiglio Conte, l’ormai ex Ministro dell’Economia Tria e al Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Antonino Maggiore, chiedendo di spostare quel termine al 30 settembre.

“Una richiesta ampiamente motivata – ha spiegato il numero uno dei commercialisti italiani nella nota stampa di ieri – dal fatto che la possibilità di trasmettere su base mensile e tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate i corrispettivi, a suo tempo prevista in sede di conversione del DL 34/2019 a causa dei ritardi nella fornitura dei registratori telematici, fissata al 2 settembre per i corrispettivi del mese di luglio, cadeva troppo a ridosso della chiusura feriale degli studi professionali. Questo termine è risultato inopportuno anche per la necessità di familiarizzare con i nuovi servizi messi a disposizione dalle Entrate per l’uso del portale, nonché per i ritardi nel rilascio degli aggiornamenti dei software gestionali da parte delle case di software”.

Dal MEF argomenti evasivi

A tale richiesta il MEF ha risposto nei giorni scorsi, spiegando al CNDCEC che la proroga non sarebbe stata possibile. “Nel motivare il no – ha commentato Miani – si usano argomenti a nostro avviso poco convincenti e in ultima analisi evasivi. Il MEF argomenta il suo rifiuto di proroga semplicemente richiamando la norma che consente l’invio su base mensile dei corrispettivi, ma senza affrontare l’opportunità della data prescelta del 2 settembre”.

Il Presidente del CNDCEC spiega anche che la lettera a Conte, Tria e Maggiore è stata inviata in un momento successivo all’emanazione della norma che consente l’invio su base mensile, ribadendo che “la risposta del MEF non affronta le criticità evidenziate” dai commercialisti.

Di qui, la reiterazione della richiesta di riaprire il termine del 2 settembre, anche “alla luce delle segnalazioni pervenute al Consiglio nazionale dai nostri colleghi, che testimoniano la presenza di molti casi di impossibilità di rispetto di quel termine. Ci auguriamo – conclude Miani – che il nuovo Esecutivo in via di insediamento possa prestare l’adeguata attenzione a tale problematica”.

Fonte: Eutekne.info